Scopri tutto sull’acero: foglie, crescita e… sciroppo

L’acero è un albero molto diffuso e apprezzato soprattutto a scopi ornamentali, e simbolo del Canada che ne ha riprodotta la foglia sulla sua bandiera. La sua coltivazione è estremamente semplice nei climi umidi e piovosi, con poca esposizione solare.

L’acero è un albero la cui diffusione e origine coinvolge l’Europa, l’Estremo Oriente e il Nord America, di cui fanno parte più di 200 specie, che variano soprattutto per l’altezza che va dal metro ai 30 metri nelle specie più grandi. È diffuso fino ai 1000 metri di quota, sia nelle zone pianeggianti che collinari.

È molto apprezzato nei parchi e nei giardini come pianta ornamentale grazie ai suoi colori variabili e stagionali, specialmente nella sua veste rosso sgargiante autunnale delle foglie, divenute il simbolo nazionale del Canada, dove l’acero prospera abbondantemente e colora le numerose foreste del paese nordamericano. In estate invece assume colorazioni verde chiaro o scuro a seconda dlla specie. La sua foglia è comunque conosciutissima e apprezzata anche per la sua classica forma che viene riprodotta sulla bandiera canadese.

Questa peculiarità ci riconduce al suo habitat naturale, che deve essere fresco, con poca esposizione solare. Il terreno non deve essere calcareo, ma umido e molto fertile. L’acero infatti ama l’umidità, la pioggia e i climi abbastanza rigidi o freschi. Si riproduce senza grosse difficoltà, soprattutto per semina, quindi non necessita di tecniche di riproduzione da curare con attenzione. Per la coltivazione in giardino non presenta problemi soprattutto in zone piovose e ben drenate.

Viene spesso usato nella creazione di splendidi bonsai, soprattutto in Giappone, una delle sue terre d’origine.

È però delicato per quel che riguarda i parassiti. Viene infatti spesso attaccato da acari, funghi e insetti, che ne rovinano le foglie e la corteccia.

È utilizzato anche nell’industria alimentare nordamericana per la produzione dello sciroppo d’acero, molto apprezzato dagli statunitensi per dolci e biscotti.

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L’acero rosso o acer rubrum, è una pianta con un forte spirito di adattamento. Ha la caratteristica di vantare un gran numero di specie, passando da altezze prossime al metro, ad alberi in grado si superare i 40 metri di altezza. Molto diffuso è anche l’acero rosso giapponese (trovate i semi qui se interessati), un bonsai.

In Italia è una pianta molto diffusa, visto che i nostri climi sembrano essere particolamrente adatti alla sua crescita. Coltivare l’acero rosso, nome dovuto proprio al colore delle sue foglie, è piuttosto semplice, basta seguire alcuni accorgimenti.
L’acero rosso è molto amato non solo per le sue foglie, ma anche per la sua struttura. In Italia infatti, la specie più diffusa è l’acero rosso palmato, perfetto per il nostro clima. Una menziona la meritano sicuramente anche l’acero rosso nano ed il bonsai, anche questi spesso presenti come arredo per terrazze, balconi e per particolari soluzioni da giardino.

 

Accorgimenti per l’acero rosso

L’acero rosso palmato, il più diffuso nel nostro paese grazie alla sua resistenza, non supera mai i 150 cm di altezza e gli unici accorgimenti da seguire, sia piantato a terra che in vaso sono i seguenti:

  • L’acero palmato va piantato in una zona di mezz’ombra, l’esposizione diretta ai raggi solari o alle intemperie, indebolirebbe molto la pianta.
  • Le irrigazioni devono essere frequenti ma senza esagerare. Se il terreno risulta ancora umido, evitate di dare ulteriore acqua, le radici soffrono l’acqua stagnante (super attenzione se coltivata in vaso).
  • Potate l’acero rosso palmato nei mesi invernali o agli inzi di primavera, in modo da non compromettere il suo sviluppo nei mesi caldi.

L’acero campestre (chiamato anche acero oppio), ha origini Asiatiche, dell’Africa settentrionale ed Europee.

Nei primi anni di vita la crescita è rapida e rigogliosa per poi rallentare, ha un fusto piuttosto grosso rispetto le proporzioni della pianta, e le sue foglie palmate di colore verde sono caratterizzate dai tipici cinque o tre lobi. L’acero campestre ha una longevità superiore ai 100 anni, può raggiungere i diciotto metri di altezza con una chioma compatta e tondeggiante.

Come abbiamo visto per l’acero rosso e l’acero rosso giapponese, anche l’acero campestre non ha grosse esigenze ed apprezza sia la vita in spazi aperti che in vaso (trovi la pianta a questo indirizzo). Si presta molto bene anche come bonsai senza grosse difficoltà.

 

Accorgimenti per l’acero campestre

L’acero campestre o acero oppio, il più diffuso nel nostro paese grazie alla sua resistenza, come abbiamo anticipato raggiunge un altezza media di quindici metri, perché abbia una buona vita ecco gli accorgimenti da seguire:

  • L’acero campestre aprezza luoghi soleggiati ed è resistente, anche ai forti venti.
  • Le irrigazioni devono essere frequenti ma senza esagerare. A differenza di altre specie, l’acero campestre riesce a crescere bene anche in terreni che tendono al ristagno. Ad ogni modo preferisce terreni umidi e ben drenati.
  • Potate l’acero oppio nei mesi invernali, resiste piuttosto bene alle potature decise e spesso tende a ramificare alla base, proprio per questo il periodo migliore per procedere a questi interventi, sono i mesi freddi.

L’acero montano è un albero di grandi dimensioni, in genere si spinge fino a circa 30/35 metri. La chioma di conseguenza è molto ampia caratterizzata dalle tipica foglia a 5 lobi di colore verde scuro sulla pagina superiore.

A differenza delle altre specie di acero, per la maggior parte diffuse tra Asia ed America, l’acero montano è tipico dell’Europa centrale e dei paesi del Mediterraneo. In Italia lo si trova prevalentemente in montagna anche a basse altitudini, in pianura invece, al suo posto si è diffuso l’acero campestre che abbiamo visto qualche riga sopra.

L’acero montano ha un legno piuttosto pregiato e di colore chiaro, vive per lo più in zone boschive e quindi poco propenso ad arredare i nostri giardini.

L’acero rosso giapponese, come l’acer rubrum è una specie piuttosto resistente e di facile adattamento. A differenza del classico acero rosso appena visto, raggiunge altezze più importanti, infatti si parte da circa due metri fino ad arrivare a circa trenta metri di altezza.

L’acero giapponese è una pianta che predilige terreni ben drenati. Le foglie hanno i colori più vari, tra le specie, le più diffuse sono le rosse a 5 lobi. L’acero rosso giapponese più diffuso nel nostro paese è l’acer palmatum, originario dell’Asia, che raggiunge i cinque metri di altezza.

L’acero rosso giapponese nel suo paese d’origine è apprezzato da secoli per la bellezza delle sue foglie e l’accuratezza delle sue forme. Anche come bonsai non perde le sue caratteristiche, si adatta molto bene alla coltivazione in vaso ed è un ottimo elemento di arredo per verande, balconi, terrazze e giardini. Tra le tipologie di bonsai, quello di acero rosso giapponese richiede davvero pochissimi accorgimenti, che sono gli stessi validi per il fratello maggiore.

 

Accorgimenti per l’acero rosso giapponese

L’acero rosso giapponese, sia piantato a terra che in vaso chiede pochissime attenzioni:

  • L’acero giapponese va piantato in una zona dove la luce del sole diretta non sia superiore alle 3/4 ore al giorno. Il rischio è che il suo fogliame delicato inizi a seccare.
  • Le irrigazioni devono essere frequenti ma con riguardo. Soffre i ristagni e l’acqua eccessivamente fredda (prestare particolare attenzione se coltivata in vaso).
  • Potate l’acero rosso giapponese va potato con dolcezza, la potatura selvaggia lo fa soffrire parecchio. Va affrontata a fine inverno.

L’acero riccio (o acero platanoide), è una specie importante, raggiunge i trenta metri di altezza, ha una chioma grande e tondeggiante, può raggiungere infatti un diametro di dieci metri. L’acero platanoide è inoltre una specie parecchio longeva, può raggiungere i 150 anni di età.

Le foglie hanno 5 lobi palmati e sono di color verde chiaro. L’acero riccio preferisce climi temperati, può sopportare il freddo anche sotto zero e resistere a forti venti. In Italia, troviamo l’acero riccio molto spesso all’interno di parchi e giardini come elemento d’arredo. Senza dubbio, come tutta la famiglia d’appartenenza, l’elemento che contraddistingue l’acero riccio è il suo ordinato fogliame.

Accorgimenti per l’acero riccio o platanoide

L’acero riccio, perché abbia una buona vita, è buona regola accertarsi che viva in condizioni favorevoli, ecco gli accorgimenti da seguire:

  • L’acero platanoide aprezza luoghi a sole diretto ed è resistente, anche ai forti venti.
  • Predilige buone irrigazioni, ma soprattutto terreni argillosi, molto umidi ma che non siano stagnanti. Attenzione ai ristagni d’acqua. Riesce a tollerare periodi di siccità senza troppa sofferenza.
  • Potate l’acero oppio nei mesi invernali, così come è di consuetudine per la famiglia degli aceri. Fate attenzione a rimuovere anche i rami che si sono sviluppati alla base del tronco.

L’acero saccarino è un albero originario dell’America settentrionale di grandi dimensioni, infatti può raggiungere i 30 metri altezza.

Le foglie dell’acero saccarino, sono palmate, caratterizzate come gran parte delle specie di acero dai cinque lobi. Il colore delle foglie dell’acer saccharum (questo è il nome latino), sono verde scuro e prima di cadere in autunno, assumono le tonalità del giallo e del rosso vivo.

L’acero saccarino, ha una particolarità molto apprezzata, dalla sua linfa infatti, si può ricavare il famoso sciroppo d’acero (trovi il link per l’acquisto qui), molto diffuso in America come dolcificante, da noi spesso associato ai famosi pancakes allo sciroppo d’acero d’oltre oceano. Come per le altre tipologie di acero, troviamo molte specie, anche nane.

 

Accorgimenti per l’acero saccarino

L’acero saccarino, è un albero resistente, ma come tutte le piante della sua categoria, alle condizioni migliori può crescere in tutto il suo splendore, ecco i nostri consigli:

  • L’acero saccarino aprezza luoghi ben esposti al sole, è resistente anche a forti venti ed alle basse temperature. Ricordate che raggiunge grosse dimensioni da adulta, considerate l’ampiezza della sua chioma.
  • Le irrigazioni devono essere abbondanti. Preferisce di gran lunga terreni ricchi di humus e che drenano molto bene l’acqua. Come tutti gli aceri, teme i ristagni, fate attenzione.
  • Potate l’acero saccarino nei mesi freddi, così da non interrompere il periodo del risveglio primaverile/estivo.

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