Oleandro, caratteristiche e fiori

Scopri tutto sugli oleandri: caratteristiche, clima ideale e fiori

L’oleandro è una pianta arbustiva velenosa che può essere convertita facilmente in albero per decorare le vie cittadine. Molto comune in Italia, cresce spontaneamente su qualsiasi tipo di terreno senza troppa fatica, anche se preferisce i terreni umidi.

L’oleandro non è un vero e proprio albero ma piuttosto un arbusto sempre verde che può essere coltivato come arboreo originario probabilmente dell’Asia anche se è comune e diffuso in tutto il bacino mediterraneo dove cresce sia allo stato selvatico che in coltivazioni intensive utilizzate per la vendita di piante ornamentali grazie agli splendidi fiori che sviluppa.

Tutta la pianta è comunque altamente velenosa e se ingerita può provocare grossi problemi a tutti gli organismi anche se non ci sono pericoli consistenti e immediati per la vita.

Produce un fogliame rado, con foglie lunghe e strette, velenose, che si sviluppano dal fusto semilegnoso. I fiori sono la sua principale attrattiva, grandi e sgargianti di colore rosa o rosso cardinale, di forma a calice.

La sua diffusione è molto vasta nei climi temperati, e raggiunge anche il Giappone. In Italia è presente ovunque, specie sui litorali, ma viene coltivata anche nelle città dove adorna le vie e spontaneamente colonizza anche l’entroterra senza nessuna difficoltà.

Cresce bene su qualsiasi tipo di terreno umido, ma sopporta bene anche la siccità grazie ad un apparato radicale molto efficiente e sviluppato. Predilige le rive dei fiumi e i terreni sabbiosi, ma si associa bene nella macchia mediterranea con l’alloro e altre piante caratteristiche di questo tipo di vegetazione. La sua adattabilità è tale che può essere presente anche a quote fino ai 1000 metri di altezza. Patisce il freddo, e se sottoposta a temperature rigide può morire nell’arco di breve tempo.

Se irrigata con un terreno ben drenato ha una crescita vegetativa e una fioritura rigogliosa e abbondante.

Nella coltivazione domestica può essere piantata in vasi e facilmente trasformata in albero seguendo le giuste potature del fusto.

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Le caratteristiche degli oleandri: veleno, potatura e malattie

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Il veleno dell’oleadro è contenuto nell’intera pianta, si tratta dell’oleandrina, raggiunge il livello più alto nel periodo di fioritura della pianta ed è maggiormente contenuto nelle foglie giovani.

Il veleno dell’oleandro è tossico per l’uomo ma anche per gli animali. Negli oleandri coltivati in vaso ed acquistati nei vivai, generalmente c’è un livello di oleandrina sensibilmente minore rispetto alle piante selvatiche presenti in natura. 

 

Accorgimenti per avvelenamento da oleandro

Nella maggior parte dei casi, il veleno dell’oleandro è assunto in maniera accidentale dai bambini e sempre in quantità molto ridotte, visto il cattivo sapore delle sue foglie. Generalmente non si osserva alcun sintomo, possono capitare episodi di lievi disturbi intestinali.

Se ingerite volontarimente ed in buona quantità (5-10 foglie almeno), negli adulti si possono verificare anomalie del ritmo cardiaco ed è necessaria una terapia per la disintossicazione.

Esiste un antidoto apposito in caso di situazioni problematiche, tuttavia si consiglia di tenere gli oleandri lontani dalla portata dei bambini.

Data la velenosità, durante il processo di potatura dell’oleandro, è consigliato indossare dei guanti resistenti. Il semplice contatto con la pelle potrebbe causare irritazioni, inoltre assicuratevi di non lasciare i resti della potatura a portata di animali e bambini. Ricordate di non bruciare questi resti, andreste a diffondere nell’aria il veleno presente in rami e foglie.

La prima accortezza per procedere con una potatura accurata dell’oleandro, è ricordare di non recidere i rami giovani, dai quali spunteranno i fiori. Essendo un procedimento semplice, dopo qualche taglio avrete abbastanza esperienza per poter potare efficacemente la pianta.

 

Accorgimenti per la potatura dell’oleandro

Il periodo consigliato per la potatura è tra la fine dell’estate e gli inizi dell’autunno. Questo perché vi aiuterà a capire velocemente quali sono i rami vecchi che non fioriranno l’annata successiva. Lo strumento ideale per la potatura dell’oleandro è sicuramente la forbice a cricchetto (a fondo pagina troverete un link per l’acquisto se interessati), dovrà garantire dei tagli netti, in modo che la pianta non soffra e non rischi di avere rami mal tagliati o sfibrati.

Suggeriamo di lavare gli accessori al termine della potatura.

Le malattie più diffuse degli oleandri sono quelle di origine fungina, nello specifico la septoriosi e la rogna. La prima si presenta con delle macchie di colore scuro, che si posizionano lungo i lati delle foglie; la seconda invece, spesso è causata da errate potature. Altre malattie diffuse sono invece di origine parassita, come il ragnetto rosso, facile da individuare soprattutto sui fiori e la cocciniglia che porta invece alla caduta del fogliame.

 

Accorgimenti per le malattie dell’oleandro

Ecco i nostri consigli per la prevenzione e la cura dei vostri oleandri:

  • Perché l’oleandro cresca sano è importante garantire una regolare innaffiatura, evitate i ristagni.
  • Eseguie la potatura in maniera corretta, onde evitare che ci sia il rischio di una malattia fungina
  • Per guarire l’oleandro minacciato dai parassiti invece, sarà necessario praticare degli interventi utilizzando insetticidi o pesticidi a seconda della malattia.

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